L’Amakusa Collegium Museum conserva la memoria dell’opera di formazione portata avanti dai gesuiti fino alla loro espulsione nel XVII secolo. Tra queste memorie la riproduzione della macchina da stampa a caratteri mobili attrae l’interesse di molti visitatori e restituisce una storia del tutto interessante.
“Mi ha molto meravigliato – ha detto il nostro Direttore rilasciando un’intervista ad una emittente giapponese – che Mitsuaki Tanaka, superiore del monastero buddista Banshozan Kokushoji, durante il suo discorso di saluto abbia fatto riferimento proprio all’introduzione della stampa a caratteri mobili nella regione di Amakusa grazie ai quattro giovani componenti dell’Ambasciata Tenshō (1582-1590), allievi del Collegio gesuita. Ciò lega profondamente questo luogo a Subiaco, culla del monachesimo benedettino e della stampa a caratteri mobili in Italia, quest’anno anche Capitale Italiana del libro”.
“Come il nostro – ha continuato nell’intervista Dom. Fabrizio Messina Cicchetti – anche questo monastero, che ha il merito di aver messo in salvo i cristiani perseguitati, rimane come testimonianza viva di intensa ricerca spirituale e di convivenza pacifica in un contesto culturale capace di servirsi della stampa a caratteri mobili per la condivisione del sapere”.

